Tutti i Moduli calcio a 11: guida a 4-3-3, 3-5-2, 4-2-3-1 e a tutti gli altri schemi

I moduli nel calcio a 11 sono il modo più immediato per descrivere la disposizione di una squadra sul terreno di gioco. Espressioni come 4-3-3, 3-5-2 o 4-2-3-1 indicano quanti giocatori vengono inizialmente schierati nei diversi reparti e aiutano a comprendere l’idea tattica scelta dall’allenatore.

Conoscere gli schemi di gioco permette di leggere una partita con maggiore attenzione. Aiuta a capire, per esempio, perché una squadra riesca a creare superiorità sulle fasce, perché un attaccante rimanga isolato, come venga costruito il pressing oppure per quale motivo un esterno debba percorrere continuamente tutta la fascia.

Il modulo, però, non è una disposizione immobile. Una squadra può partire con un 4-3-3 e trasformarsi in un 3-2-5 durante il possesso oppure difendere con cinque giocatori anche se sulla distinta iniziale viene indicato un 3-5-2. Nel calcio contemporaneo è quindi sempre più importante distinguere tra disposizione iniziale e comportamento effettivo nelle diverse fasi della partita.

In questa guida analizziamo i principali moduli del calcio a 11, i ruoli necessari per interpretarli, gli schemi con difesa a quattro, tre e cinque e i rispettivi vantaggi e svantaggi.

Cos’è un modulo nel calcio a 11 e come si legge?

Un modulo nel calcio a 11 descrive la disposizione di base dei dieci giocatori di movimento sul campo. Il portiere non viene indicato nella sigla, perché la sua presenza è sempre sottintesa.

I numeri vengono letti partendo dalla difesa e procedendo verso l’attacco. Nel 4-3-3 troviamo quindi quattro difensori, tre centrocampisti e tre attaccanti; nel 3-5-2 tre difensori, cinque centrocampisti e due punte.

Quando la numerazione contiene più blocchi, come nel 4-2-3-1, la descrizione diventa semplicemente più precisa: quattro difensori, due centrocampisti più arretrati, tre giocatori offensivi alle spalle di una punta centrale.

ModuloDifensoriCentrocampistiAttaccantiTipo di difesa
4-3-3433Difesa a 4
4-4-2442Difesa a 4
4-2-3-142+31Difesa a 4
4-1-4-141+41Difesa a 4
4-3-1-243+12Difesa a 4
3-5-2352Difesa a 3
3-4-3343Difesa a 3
3-4-2-134+21Difesa a 3
5-3-2532Difesa a 5
5-4-1541Difesa a 5

Questi numeri rappresentano però una fotografia iniziale della squadra, non una regola che deve essere rispettata in ogni secondo della partita. La posizione dei giocatori cambia continuamente in base al possesso del pallone, al pressing avversario, al risultato e alle indicazioni dell’allenatore.

Come si interpreta la numerazione di un modulo?

Prendiamo come esempio il 4-2-3-1, uno degli schemi più semplici da utilizzare per capire la logica della numerazione.

Il primo numero indica quattro difensori, normalmente due centrali e due terzini. Davanti a loro troviamo due centrocampisti centrali, che possono avere caratteristiche differenti: uno più orientato alla costruzione e l’altro maggiormente dedicato alla copertura, oppure due giocatori capaci di alternarsi nei compiti.

La linea dei tre comprende generalmente un trequartista centrale e due esterni offensivi. Questi giocatori hanno il compito di collegare centrocampo e attacco, creare occasioni, attaccare gli spazi e sostenere l’unica punta.

L’ultimo numero, infatti, rappresenta l’attaccante centrale. Il 4-2-3-1 può quindi essere letto come quattro difensori, due centrocampisti bassi, tre giocatori tra le linee e una punta.

La differenza rispetto a un semplice 4-3-3 è soprattutto descrittiva: più numeri permettono di specificare meglio le linee di posizione. Non significa necessariamente che il 4-2-3-1 sia tatticamente più complesso.

Ruoli e posizioni in campo

Per capire realmente i moduli di calcio a 11 è utile conoscere anche le principali definizioni utilizzate per descrivere i giocatori.

RuoloZona di campoCompito principale
PortiereArea di rigoreDifendere la porta e partecipare alla costruzione
Difensore centraleZona centrale della difesaMarcare, coprire gli spazi e impostare
TerzinoFascia difensivaDifendere lateralmente e accompagnare l’azione
BraccettoDifesa a treDifendere e avanzare lateralmente nella costruzione
MedianoDavanti alla difesaProteggere la linea arretrata e recuperare palloni
RegistaCentro del campoOrganizzare e distribuire il gioco
MezzalaMezzo spazio del centrocampoCollegare reparti e inserirsi in avanti
TrequartistaTra centrocampo e attaccoCreare occasioni e rifinire
Ala/esternoFascia offensivaCreare ampiezza, dribblare e crossare
Seconda puntaVicino al centravantiCollegare il gioco e attaccare gli spazi
Punta centraleZona offensivaFinalizzare e occupare l’area

Il difensore centrale protegge soprattutto le zone davanti alla porta, mentre il terzino opera prevalentemente sulla fascia. Nelle difese a tre si parla spesso anche di “braccetti”, cioè i due centrali laterali che possono allargarsi e accompagnare maggiormente la costruzione.

A centrocampo, il mediano agisce normalmente davanti alla difesa e garantisce equilibrio, mentre il regista si occupa soprattutto della gestione del pallone. La mezzala gioca invece in una posizione più avanzata e laterale rispetto al centrocampista centrale puro.

Il trequartista occupa gli spazi tra centrocampo e attacco e cerca soprattutto l’ultimo passaggio, mentre le ali partono dalle corsie esterne. In avanti, una seconda punta tende a muoversi maggiormente attorno al centravanti, mentre la punta centrale rappresenta normalmente il riferimento più vicino alla porta.

I principali moduli con la difesa a 4

I moduli di calcio a 11 con difesa a quattro utilizzano generalmente due centrali e due terzini. È una struttura molto flessibile perché consente di coprire naturalmente sia il centro sia le corsie laterali.

La presenza dei terzini permette inoltre di creare ampiezza durante il possesso. Quando uno dei due sale, però, gli altri giocatori devono compensarne il movimento per evitare che la squadra rimanga scoperta in caso di perdita del pallone.

4-3-3

Il 4-3-3 prevede quattro difensori, tre centrocampisti e tre attaccanti. Il reparto offensivo è normalmente composto da una punta centrale affiancata da due ali.

Uno dei suoi punti di forza è l’ampiezza offensiva. I due esterni possono allargare la difesa avversaria, mentre terzini e centrocampisti hanno la possibilità di creare triangoli sulle fasce e superiorità numerica nelle zone laterali.

Il centrocampo può essere costruito in modi differenti. Una soluzione classica utilizza un mediano davanti alla difesa e due mezzali, ma nulla impedisce di adottare interpretazioni più aggressive o più prudenti in base alle caratteristiche dei giocatori.

Il 4-3-3 si presta anche al pressing alto, perché i tre attaccanti possono occupare immediatamente i difensori avversari e indirizzare la costruzione verso determinate zone del campo.

Il principale rischio arriva alle spalle delle ali e dei terzini: quando molti uomini partecipano alla fase offensiva, gli spazi laterali possono diventare vulnerabili durante le transizioni. Servono quindi centrocampisti capaci di coprire rapidamente e difensori abili nel gestire campo aperto.

4-4-2

Il 4-4-2 è probabilmente uno dei moduli più riconoscibili nella storia del calcio moderno: quattro difensori, quattro centrocampisti e due attaccanti.

La versione più tradizionale utilizza due linee da quattro molto compatte, con due centrocampisti centrali e due esterni. La squadra può così proteggere bene l’ampiezza del campo e mantenere distanze piuttosto semplici da controllare.

La presenza di due punte offre inoltre diverse possibilità offensive. Una può venire incontro al pallone mentre l’altra attacca la profondità, oppure una punta più fisica può lavorare come riferimento per un compagno maggiormente mobile.

Il limite può emergere nella zona centrale: contro squadre che utilizzano tre centrocampisti, i due mediani del 4-4-2 rischiano di trovarsi in inferiorità numerica. Gli esterni o uno degli attaccanti devono quindi spesso stringere per ristabilire equilibrio.

Esiste anche la variante 4-4-2 a rombo, nella quale spariscono gli esterni puri: un mediano gioca davanti alla difesa, due mezzali ai suoi lati e un trequartista alle spalle delle due punte.

4-2-3-1

Il 4-2-3-1 combina una linea difensiva a quattro con un doppio centrocampista centrale, tre giocatori offensivi e una punta.

Il doppio mediano offre protezione davanti alla difesa e permette di dividere i compiti: un giocatore può rimanere più basso mentre l’altro accompagna maggiormente l’azione.

Davanti ai due centrocampisti agisce una linea di tre giocatori tecnici e mobili, normalmente composta da un trequartista e due ali. Questa struttura facilita gli scambi di posizione e permette di occupare contemporaneamente il centro e le fasce.

L’unica punta può però rischiare di rimanere isolata quando i tre giocatori alle sue spalle non riescono ad avvicinarsi. Per questo il funzionamento del sistema dipende molto dalla capacità della squadra di accorciare rapidamente verso l’attaccante.

Un altro vantaggio è la facilità con cui il 4-2-3-1 può trasformarsi: senza palla può assomigliare a un 4-4-1-1 o a un 4-5-1, mentre in possesso può portare numerosi uomini sulla linea offensiva.

Altri moduli con difesa a 4

Il 4-1-4-1 utilizza un mediano davanti alla difesa e una linea di quattro centrocampisti alle spalle dell’unica punta. Può essere particolarmente utile per occupare bene il centro del campo mantenendo allo stesso tempo ampiezza sulle fasce.

Il 4-3-1-2, conosciuto anche come rombo o albero di Natale in alcune sue varianti, concentra invece molti giocatori nella zona centrale. Tre centrocampisti sostengono un trequartista che agisce dietro a due attaccanti.

Il 4-5-1 è una struttura particolarmente compatta in fase difensiva. I cinque centrocampisti proteggono la linea a quattro e possono trasformarsi rapidamente in una disposizione più offensiva quando gli esterni avanzano.

La caratteristica comune di queste varianti è la capacità di cambiare forma senza modificare necessariamente gli interpreti: un 4-1-4-1 può diventare 4-3-3 semplicemente alzando i due esterni, così come un 4-5-1 può assumere rapidamente un atteggiamento più aggressivo.

I principali moduli con la difesa a 3

Nei moduli di calcio a 11 con difesa a tre vengono schierati tre centrali, normalmente accompagnati da due esterni con importanti responsabilità sia offensive sia difensive.

Rispetto alla linea a quattro, il sistema permette di avere un difensore centrale aggiuntivo, ma sposta gran parte del lavoro sulle fasce verso gli esterni. Se questi avanzano, la squadra può attaccare con molti uomini; quando si abbassano, la disposizione può invece trasformarsi in una vera difesa a cinque.

3-5-2

Il 3-5-2 prevede tre centrali difensivi, cinque centrocampisti e due attaccanti. I due giocatori esterni del centrocampo vengono spesso definiti “quinti” proprio perché, in fase difensiva, possono abbassarsi accanto ai tre centrali.

Uno dei principali vantaggi è la possibilità di creare grande densità nella zona centrale. Tre centrocampisti possono garantire superiorità numerica, mentre le due punte mantengono contemporaneamente una minaccia offensiva.

Gli esterni sono però fondamentali: devono garantire ampiezza in possesso e copertura senza palla, percorrendo una quantità considerevole di campo. Senza giocatori adatti a questo compito, l’intero sistema può perdere efficacia.

La presenza delle due punte favorisce inoltre combinazioni offensive e ripartenze. Una può muoversi incontro alla palla e l’altra attaccare alle spalle della difesa, rendendo il 3-5-2 particolarmente flessibile nelle transizioni.

Il rischio principale riguarda proprio le corsie esterne. Se un quinto viene superato o rimane molto avanzato, uno dei tre centrali deve uscire lateralmente, creando potenzialmente spazio nella zona centrale.

3-4-3

Il 3-4-3 sostituisce un centrocampista del 3-5-2 con un attaccante: tre difensori, quattro centrocampisti e tre giocatori offensivi.

La squadra può così occupare contemporaneamente tutta la larghezza del fronte offensivo, con due esterni di centrocampo e due ali che possono combinare sulle fasce.

È un sistema particolarmente adatto a chi vuole pressare molto alto, perché i tre attaccanti possono aggredire immediatamente la prima costruzione avversaria e i centrocampisti possono seguire alle loro spalle.

In compenso, il centrocampo è composto normalmente soltanto da due giocatori centrali. Se la pressione iniziale viene superata, la squadra può concedere spazio tra le linee e costringere i difensori a difendere in campo aperto.

Il 3-4-3 richiede quindi grande coordinazione collettiva: quando funziona può portare molti giocatori nella metà campo avversaria, ma una pressione effettuata con tempi sbagliati rischia di lasciare parecchio spazio alle spalle.

Gli altri moduli con la difesa a 3

Il 3-4-2-1 utilizza un’unica punta con due giocatori offensivi alle sue spalle. Rispetto al 3-4-3 classico, i due trequartisti possono giocare maggiormente negli spazi interni e lasciare l’ampiezza ai due esterni.

Il 3-4-1-2 mantiene invece le due punte del 3-5-2, ma utilizza un trequartista chiaramente identificato alle loro spalle. Il centrocampo centrale viene così ridotto a due elementi.

Entrambi mostrano bene quanto la numerazione serva soprattutto a descrivere la posizione di partenza dei giocatori. Le distanze reali e le occupazioni degli spazi possono cambiare enormemente da una squadra all’altra pur partendo dallo stesso schema.

I moduli più conservativi, con la difesa a 5

I moduli con difesa a cinque sono spesso la trasformazione senza palla di sistemi nati con tre difensori centrali. Quando i due esterni si abbassano, un 3-5-2 può diventare 5-3-2 e un 3-4-3 può assumere una struttura simile al 5-4-1.

Definirli automaticamente “difensivi”, però, può essere riduttivo: conta soprattutto l’altezza degli esterni. Una squadra può essere formalmente schierata con cinque difensori ma tenere entrambi i quinti costantemente nella metà campo avversaria durante il possesso.

5-3-2

Il 5-3-2 presenta cinque giocatori sulla linea arretrata, tre centrocampisti centrali e due punte.

La struttura garantisce grande copertura dell’ampiezza, perché i tre centrali proteggono l’area mentre i due esterni possono seguire le avanzate degli avversari sulle fasce.

Le due punte permettono comunque di mantenere una minaccia durante le ripartenze. Recuperato il pallone, la squadra può cercarle immediatamente e sfruttare il campo lasciato libero dall’avversario.

Il principale limite emerge quando il blocco difensivo si abbassa troppo: i centrocampisti possono essere costretti vicino alla propria area e si crea una distanza eccessiva dalle punte, rendendo difficile conservare il pallone dopo il recupero.

5-4-1

Il 5-4-1 è una delle strutture più compatte per proteggere la propria metà campo. Cinque difensori vengono sostenuti da quattro centrocampisti, mentre una sola punta rimane come riferimento avanzato.

Le due linee permettono di chiudere sia gli spazi centrali sia quelli laterali, rendendo complicato trovare varchi vicino all’area.

L’altra faccia della medaglia è l’isolamento dell’attaccante. Se gli esterni e i centrocampisti non accompagnano rapidamente la transizione, la punta può trovarsi sola contro diversi difensori e la squadra rischia di restituire immediatamente il possesso.

Per questo il 5-4-1 può essere utile per proteggere un risultato o affrontare fasi di forte pressione, ma necessita comunque di movimenti coordinati in avanti per non trasformarsi in una struttura esclusivamente passiva.

Quali sono i moduli più vincenti nel calcio moderno?

Non esiste un modulo di calcio a 11 più vincente in assoluto. La storia del gioco offre esempi di squadre di successo costruite con difesa a tre, quattro o cinque e con strutture offensive molto diverse tra loro.

La qualità di un sistema dipende innanzitutto dagli interpreti disponibili. Un 4-3-3 ha bisogno di esterni offensivi capaci di incidere, mentre un 3-5-2 richiede quinti in grado di coprire grandi porzioni di campo: imporre un modulo inadatto alle caratteristiche della rosa può ridurne l’efficacia.

Conta poi l’equilibrio tra possesso e non possesso. Un sistema molto offensivo non è necessariamente migliore se la squadra concede sistematicamente spazi durante le transizioni, così come un modulo prudente perde efficacia quando impedisce di creare occasioni.

Un altro elemento decisivo è la capacità dell’allenatore di adattarsi. La disposizione iniziale può cambiare all’interno della stessa gara per affrontare un avversario differente, recuperare uno svantaggio o difendere un risultato. Per conoscere i tecnici che guidano i club italiani è possibile consultare l’approfondimento sugli allenatori della Serie A.

Per questo parlare dei “migliori moduli nel calcio a 11” ha senso soprattutto riferendosi al contesto: il miglior schema è quello che valorizza maggiormente i giocatori disponibili e permette alla squadra di gestire in modo efficace le diverse fasi del gioco.

I moduli più utilizzati dai grandi club

La stagione 2026/27 offre esempi molto chiari di quanto sistemi differenti possano convivere ai massimi livelli. Le venti squadre di Serie A sono guidate da tecnici con idee e percorsi differenti, e alcuni club stanno già mostrando strutture riconoscibili durante il precampionato.

L’Inter di Cristian Chivu ha continuato a utilizzare il 3-5-2 anche nelle amichevoli dell’estate 2026: nella sfida contro il Milan del 5 agosto, per esempio, i nerazzurri sono stati schierati con tre centrali, due quinti, tre centrocampisti e due attaccanti.

Nella stessa partita, il Milan di Rúben Amorim ha utilizzato invece un 3-4-2-1, con due giocatori offensivi alle spalle dell’unica punta. Lo stesso impianto è stato riproposto nell’amichevole dell’8 agosto contro il Chelsea.

La Juventus di Luciano Spalletti ha mostrato invece una disposizione riconducibile al 4-2-3-1 nelle amichevoli di agosto: contro l’Inter e contro il Palermo ha schierato quattro difensori, due centrocampisti centrali, tre giocatori offensivi e una punta.

Questi esempi non significano che Inter, Milan o Juventus utilizzeranno sempre lo stesso modulo durante tutta la stagione. Il precampionato serve anche a testare soluzioni differenti e le disposizioni possono cambiare in base agli avversari, agli interpreti e all’evoluzione della rosa.

Per vedere come i diversi schemi si traducono concretamente negli undici titolari è possibile consultare anche le formazioni tipo della Serie A.

I moduli sono utili per scommettere sulle partite di calcio?

Conoscere il modulo utilizzato da una squadra può aiutare a leggere meglio una partita, ma non consente di trasformare automaticamente una disposizione tattica in una previsione.

Un 4-3-3, per esempio, contiene nominalmente tre attaccanti, ma questo non significa che la partita produrrà necessariamente molti gol. L’atteggiamento può essere prudente, gli esterni possono avere compiti difensivi oppure l’avversario può impedire alla squadra di creare occasioni.

Allo stesso modo, vedere una formazione con cinque difensori non equivale automaticamente a una gara con pochi gol. I due esterni possono giocare molto alti e trasformare rapidamente il sistema in un 3-3-4 o in altre strutture offensive durante il possesso.

Il modulo deve quindi essere considerato insieme a forma recente, qualità degli interpreti, assenze, calendario, rendimento interno ed esterno, caratteristiche dell’avversario e motivazioni legate alla classifica.

L’analisi tattica può aiutare a formulare domande migliori, non a trovare certezze. Quando si valutano mercati come l’Over/Under nel calcio o l’handicap nelle scommesse, il modulo rappresenta soltanto uno dei molti elementi di contesto.

Non esistono pronostici sicuri né vincite garantite: conoscere la tattica rende più completa la lettura della partita, ma il gioco deve rimanere sempre responsabile e considerato esclusivamente una forma di intrattenimento.

Moduli e mercati di scommessa collegati

I mercati Over/Under prendono in considerazione il numero complessivo di gol rispetto a una determinata soglia. Il modo in cui le due squadre occupano il campo può essere interessante da analizzare, ma non esiste una relazione automatica tra un modulo offensivo e un risultato Over.

Anche il mercato del primo marcatore può essere osservato alla luce delle posizioni in campo. Una punta unica nel 4-2-3-1 può concentrare una parte delle occasioni da gol, ma trequartisti, ali, centrocampisti e difensori possono naturalmente segnare a loro volta.

Per approfondire il funzionamento del mercato è disponibile la guida al primo marcatore.

L’handicap può invece essere analizzato considerando l’equilibrio complessivo tra le squadre, ma neppure in questo caso la disposizione iniziale offre una risposta sufficiente. Conta molto di più il rapporto tra qualità delle rose, momento di forma e caratteristiche specifiche dell’incontro.

Le formazioni titolari sono infine importanti perché permettono di capire non soltanto quale modulo è stato scelto, ma soprattutto chi dovrà interpretarlo. Due squadre schierate entrambe con il 4-3-3 possono giocare in modo completamente diverso a seconda dei calciatori utilizzati.

Per vedere come l’analisi tattica si combina con statistiche, forma e altri fattori è possibile consultare i pronostici Serie A, ricordando sempre che nessuna analisi può garantire l’esito di una partita.

Domande frequenti sui moduli di calcio a 11

Di seguito trovi le risposte alle domande più comuni sui moduli del calcio a 11, dalla lettura della numerazione alle differenze tra difesa a tre, quattro e cinque.

Cosa significa “modulo” nel calcio a 11?

Il modulo è la disposizione di base dei giocatori di movimento sul terreno di gioco. Viene espresso attraverso numeri come 4-3-3, 3-5-2 o 4-2-3-1.

I numeri rappresentano difensori, centrocampisti e attaccanti, mentre il portiere non viene conteggiato perché è sempre sottinteso.

Come si legge la numerazione di un modulo come il 4-2-3-1?

I numeri si leggono dalla difesa verso l’attacco. Nel 4-2-3-1 troviamo quattro difensori, due centrocampisti centrali, tre giocatori offensivi alle loro spalle e una punta.

La suddivisione in quattro numeri permette semplicemente di descrivere con maggiore precisione le diverse linee rispetto a schemi come 4-3-3 o 4-4-2.

Qual è la differenza tra i moduli con difesa a 4, a 3 e a 5?

La differenza riguarda innanzitutto il numero di giocatori presenti sulla prima linea difensiva e il modo in cui viene protetta l’ampiezza del campo.

Con quattro difensori troviamo normalmente due centrali e due terzini. Con la difesa a tre vengono utilizzati tre centrali e gli esterni hanno maggiori responsabilità sulle fasce. Quando questi ultimi si abbassano accanto ai difensori, la squadra può trasformarsi in una linea a cinque.

Quali sono tutti i moduli utilizzati nel calcio a 11?

Tra gli schemi più conosciuti troviamo 4-3-3, 4-4-2, 4-2-3-1, 3-5-2, 3-4-3, 5-3-2 e 5-4-1.

Esistono numerose altre varianti, tra cui 4-1-4-1, 4-3-1-2, 3-4-2-1 e 3-4-1-2. Il numero teoricamente possibile di disposizioni è molto più ampio, perché gli allenatori possono modificare continuamente le posizioni durante la partita.

Qual è il modulo calcio a 11 più vincente nella storia?

Non esiste un modulo oggettivamente più vincente. Squadre di successo hanno utilizzato disposizioni molto differenti in epoche e competizioni diverse.

L’efficacia dipende soprattutto da qualità dei giocatori, equilibrio tattico, organizzazione, caratteristiche dell’avversario e capacità dell’allenatore di adattare il sistema.

H3: Il 4-3-3 è più offensivo del 3-5-2?

Non necessariamente. Il 4-3-3 presenta tre giocatori nella linea offensiva, mentre il 3-5-2 ne indica formalmente due, ma il comportamento effettivo dipende dalle istruzioni date ai calciatori.

Un 3-5-2 con i due esterni molto avanzati può attaccare con più uomini di un 4-3-3 prudente, dimostrando ancora una volta che la numerazione non descrive da sola l’atteggiamento della squadra.

In che modo il modulo di una squadra può essere utile per le scommesse sul calcio?

Conoscere il modulo consente di comprendere meglio come una squadra potrebbe occupare il campo, quali giocatori potrebbero avere compiti offensivi e dove potrebbero crearsi superiorità o difficoltà.

Può essere un’informazione da affiancare ad altri elementi quando si analizzano mercati come Over/Under, primo marcatore o handicap, ma non rappresenta un criterio predittivo autonomo.

Conoscere i moduli tattici garantisce pronostici sicuri?

No. Nessun modulo tattico può garantire un pronostico corretto o una vincita certa.

La tattica è soltanto una delle numerose variabili di una partita, insieme a forma, assenze, qualità dei giocatori, episodi, calendario e caratteristiche dell’avversario. Per questo il gioco deve essere sempre affrontato in modo responsabile.