Come funziona il fuorigioco nel calcio? Il regolamento spiegato in parole semplici
Capire come funziona il fuorigioco nel calcio sembra semplice finché non arriva un’azione decisa da pochi centimetri, un attaccante che non tocca il pallone o un difensore che devia involontariamente un passaggio. È proprio in queste situazioni che una delle regole più conosciute del calcio diventa anche una delle più discusse.
La regola di base, però, è meno complicata di quanto sembri: un giocatore può trovarsi in posizione di fuorigioco, ma viene punito soltanto quando quella posizione si trasforma in un’infrazione perché partecipa attivamente all’azione. È una distinzione fondamentale prevista dalla Regola 11 dell’IFAB.
In questa guida vedremo cos’è il fuorigioco, come si individua il penultimo avversario, cosa significano fuorigioco attivo e passivo, quali sono le eccezioni su corner e rimessa laterale e cosa succede quando il pallone viene giocato da un difensore.
Approfondiremo inoltre il ruolo del VAR, il fuorigioco semiautomatico e le sperimentazioni regolamentari del 2026.
Cos’è il fuorigioco nel calcio?
Il fuorigioco è una posizione irregolare che può trasformarsi in un’infrazione quando un calciatore, nel momento in cui un compagno gioca o tocca il pallone, si trova nella metà campo avversaria più vicino alla linea di porta rispetto sia al pallone sia al penultimo avversario e successivamente prende parte attiva all’azione.
C’è quindi un dettaglio essenziale: essere in posizione di fuorigioco non costituisce da solo un’infrazione. Il regolamento IFAB lo specifica espressamente: il giocatore deve anche interferire con il gioco, con un avversario oppure trarre vantaggio dalla propria posizione secondo i criteri previsti dalla Regola 11.
Per stabilire la posizione contano testa, tronco e piedi, cioè le parti del corpo con cui un calciatore può regolarmente giocare il pallone e segnare. Mani e braccia non vengono prese in considerazione; il limite superiore del braccio viene individuato in corrispondenza della parte inferiore dell’ascella.
Immaginiamo una situazione semplice. La Squadra A attacca e il centrocampista A passa il pallone alla punta. Nel momento preciso del passaggio, l’attaccante si trova nella metà campo avversaria e ha davanti a sé soltanto il portiere della Squadra B: se è anche oltre il pallone e il penultimo avversario, si trova in posizione di fuorigioco. Se riceve quel passaggio e gioca il pallone, l’assistente segnalerà l’infrazione.
Se invece la punta si trova perfettamente in linea con il penultimo avversario, non è in posizione di fuorigioco. La Regola 11 considera infatti regolare un giocatore che si trova allo stesso livello del penultimo avversario o degli ultimi due avversari.
Il fuorigioco spiegato in modo semplice, anche per i principianti
Un modo semplice per ricordare la regola è questo: un attaccante non può partire già oltre la linea utile della difesa aspettando un passaggio del compagno, se in quel momento si trova anche davanti al pallone e successivamente partecipa all’azione.
Immaginiamo una porta, il portiere, un difensore e un attaccante. Se, nel momento in cui parte il passaggio, l’attaccante è più vicino alla porta rispetto al penultimo avversario e al pallone, è in posizione di fuorigioco. Se poi riceve la palla, commette l’infrazione.
Non bisogna invece guardare dove si trova l’attaccante quando riceve il pallone. La fotografia decisiva viene scattata nel momento in cui un compagno gioca o tocca la palla: dopo quel momento l’attaccante può correre oltre la difesa senza diventare improvvisamente irregolare, se era partito da una posizione regolare.
Un altro modo per comprenderlo è pensare alla linea difensiva come a un punto di partenza, non come a una barriera che l’attaccante non può mai superare. Può superarla liberamente dopo il passaggio: ciò che conta è dove si trovava nel momento del tocco del compagno.
Come funziona la regola del fuorigioco?
Perché venga fischiato un fuorigioco nel calcio devono verificarsi due condizioni: il giocatore deve trovarsi in posizione di fuorigioco quando un compagno gioca o tocca il pallone e deve successivamente diventare coinvolto attivamente nell’azione.
La prima condizione riguarda esclusivamente la posizione. Un calciatore è in posizione di fuorigioco se una parte valida di testa, corpo o piedi si trova nella metà campo avversaria ed è più vicina alla linea di porta rispetto sia al pallone sia al penultimo avversario.
La seconda riguarda invece il coinvolgimento nell’azione. Secondo l’IFAB, un giocatore in posizione irregolare può essere sanzionato perché gioca o tocca il pallone, interferisce con un avversario oppure trae vantaggio dalla posizione dopo determinate deviazioni, rimbalzi o parate.
È importante parlare di penultimo avversario e non semplicemente di “ultimo difensore”. Nella situazione più comune il portiere è l’avversario più vicino alla linea di porta e un difensore è il penultimo, ma il regolamento non attribuisce al portiere un ruolo speciale nel calcolo del fuorigioco.
Se il portiere esce molto dalla propria porta, per esempio, potrebbero essere due giocatori di movimento a determinare la linea del fuorigioco. Allo stesso modo, un portiere può trovarsi più avanti del penultimo avversario: ciò che conta è semplicemente la posizione dei due avversari più vicini alla linea di porta.
Un altro elemento fondamentale è il momento del passaggio. L’assistente deve valutare la posizione dell’attaccante nell’istante in cui il compagno tocca o gioca il pallone, motivo per cui le azioni molto rapide possono risultare particolarmente difficili da giudicare a occhio nudo.
L’arbitro assistente si posiziona normalmente in linea con il penultimo difendente o con il pallone, quando quest’ultimo è più vicino alla porta, proprio per avere il miglior riferimento possibile. Nei tornei dotati di VAR e tecnologia semiautomatica, questa valutazione può essere ulteriormente supportata dagli strumenti video e di tracking.
Qual è la differenza tra fuorigioco attivo e fuorigioco passivo?
Le espressioni fuorigioco attivo e fuorigioco passivo vengono comunemente utilizzate per distinguere un giocatore in posizione irregolare che partecipa all’azione da uno che rimane estraneo allo sviluppo del gioco.
Il cosiddetto fuorigioco attivo viene sanzionato. L’esempio più semplice è quello dell’attaccante che si trova oltre la linea al momento del passaggio, riceve il pallone e lo controlla: sta interferendo direttamente con il gioco e l’arbitro assegna un calcio di punizione indiretto alla squadra avversaria.
Non è però necessario toccare materialmente il pallone per essere puniti. Un giocatore in posizione irregolare può interferire con un avversario, per esempio impedendogli di vedere chiaramente il pallone, contendendogli la palla o compiendo un’azione evidente che ne condiziona la possibilità di giocarla.
Il cosiddetto fuorigioco passivo non viene invece fischiato. Se un attaccante si trova oltre la linea ma è distante dall’azione, non gioca il pallone e non condiziona alcun avversario, la partita può proseguire normalmente.
| Situazione di gioco | Fuorigioco attivo | Fuorigioco passivo | Esempio pratico |
| Il giocatore riceve e tocca il pallone | Sì | — | Riceve il passaggio e calcia |
| Ostacola chiaramente la visuale del portiere | Sì | — | È davanti al portiere sulla traiettoria del tiro |
| Contende il pallone a un difensore | Sì | — | Corre sulla palla e sfida direttamente l’avversario |
| È oltre la linea ma lontano dall’azione | — | Sì | Rimane fermo sul lato opposto del campo |
| Il pallone rimbalza da un palo e arriva a lui | Sì, se era irregolare sul tiro | — | Recupera la respinta e segna |
| Non tocca la palla e non condiziona avversari | — | Sì | L’azione viene conclusa da un compagno regolarmente posizionato |
Un caso particolarmente discusso riguarda la visuale del portiere. Se un giocatore in posizione irregolare si trova sulla linea di visione e impedisce chiaramente al portiere di vedere il pallone, può essere considerato coinvolto attivamente anche senza averlo mai toccato.
Lo stesso vale quando il calciatore compie un movimento evidente verso una palla vicina e quella sua azione condiziona la possibilità dell’avversario di giocarla. Per questo la posizione geometrica da sola non basta: in alcuni casi serve anche una valutazione arbitrale sul reale impatto del giocatore.
Perché esiste il fuorigioco e quando è nata la regola?
Il fuorigioco esiste per evitare che gli attaccanti possano rimanere permanentemente nei pressi della porta avversaria aspettando semplicemente un lancio lungo. Senza un limite di questo tipo, la struttura tattica del calcio sarebbe profondamente differente.
La regola obbliga infatti le squadre a costruire spazio e profondità attraverso movimenti coordinati, permettendo allo stesso tempo alle difese di avanzare e ridurre il terreno a disposizione degli avversari.
Il fuorigioco è presente, in forme differenti, fin dalle origini della codificazione del calcio moderno. L’IFAB ricorda che le prime Laws universali furono redatte in Inghilterra nel 1863, mentre lo stesso IFAB venne fondato nel 1886 come organismo responsabile dello sviluppo e della tutela delle regole.
La formulazione è però cambiata numerose volte. Il fuorigioco delle origini era molto più restrittivo di quello attuale, e nel corso del tempo le modifiche hanno progressivamente favorito una maggiore libertà degli attaccanti e un calcio più orientato alla fase offensiva.
Le origini storiche della regola del fuorigioco
Le prime regole universali del football vennero elaborate nel 1863, anno di nascita della Football Association inglese. L’idea di una limitazione per i giocatori posizionati davanti al pallone era già presente in quelle prime codificazioni.
Una delle svolte più importanti arrivò nel 1925, quando l’IFAB approvò una modifica che sostituiva nella regola del fuorigioco il requisito di tre avversari con quello di due. In termini moderni, è l’origine del principio secondo cui la posizione viene confrontata con il penultimo avversario.
Un’altra tappa fondamentale si ritrova nel regolamento del 1990, nel quale viene chiarito che un giocatore in linea con il penultimo avversario o con gli ultimi due avversari non si trova in posizione di fuorigioco.
La regola moderna ha poi sviluppato una distinzione sempre più precisa tra semplice posizione e partecipazione attiva, fino alla formulazione attuale che separa interferenza con il gioco, interferenza con un avversario e vantaggio ottenuto dalla posizione.
| Periodo | Evoluzione della regola | Effetto principale |
| 1863 | Prime Laws universali del calcio | Il fuorigioco entra nella struttura del calcio codificato |
| 1925 | Il requisito passa da tre a due avversari | Maggiore libertà per gli attaccanti |
| 1990 | Il giocatore in linea con il penultimo avversario è considerato regolare | Ulteriore vantaggio alla fase offensiva |
| Epoca contemporanea | Maggiore precisione sul concetto di partecipazione attiva | La sola posizione irregolare non viene punita |
| 2026 | Sperimentazione separata del principio “daylight” | Test di una regola ancora più favorevole all’attaccante |
L’evoluzione mostra quindi come il fuorigioco sia stato adattato più volte senza eliminarne la funzione fondamentale: impedire agli attaccanti di ottenere un vantaggio semplicemente stazionando oltre la linea difensiva.
Casi particolari e situazioni dubbie sul fuorigioco
Le situazioni più difficili non riguardano quasi mai il classico attaccante completamente solo oltre la difesa, ma rimbalzi, deviazioni, portieri fuori posizione e giocatori che non toccano il pallone.
Anche l’interpretazione tattica conta. Una squadra che utilizza una linea difensiva molto alta cerca spesso di comprimere il campo e può mettere deliberatamente gli attaccanti avversari in posizione irregolare, mentre una difesa più bassa lascia meno spazio alle proprie spalle ma tende a rendere il fuorigioco meno frequente.
La disposizione della linea arretrata è strettamente legata anche al sistema tattico utilizzato. Per capire come cambiano compiti e posizioni tra difesa a tre, quattro o cinque è possibile approfondire i moduli e schieramenti a 11 giocatori.
Fuorigioco davanti al portiere
Un errore frequente consiste nel pensare che per essere regolare sia sufficiente avere un difensore tra sé e la porta. In realtà il regolamento considera il penultimo avversario, e il portiere non viene trattato in maniera diversa dagli altri giocatori per stabilire la posizione.
Immaginiamo che il portiere esca dall’area per contrastare un avversario e venga superato. Dietro di lui rimane un solo difensore di movimento vicino alla porta. Un secondo attaccante che si trova oltre il pallone e più vicino alla linea di porta rispetto al penultimo avversario può quindi essere in fuorigioco, anche se vede ancora un difensore davanti a sé.
È il motivo per cui nelle azioni con portiere molto avanzato la linea del fuorigioco può apparire insolita: non bisogna chiedersi dove sia il portiere, ma individuare i due avversari più vicini alla propria linea di porta.
Il principio vale anche in situazioni meno spettacolari. Un difensore sdraiato a terra o momentaneamente fermo continua a contare ai fini della posizione finché si trova regolarmente sul terreno di gioco. L’IFAB chiarisce che la postura del difendente non modifica il calcolo.
Fuorigioco su calcio d’angolo, rimessa laterale e retropassaggio
Esistono tre riprese dalle quali non si può commettere direttamente un’infrazione di fuorigioco: calcio d’angolo, rimessa laterale e calcio di rinvio. Un giocatore può quindi ricevere direttamente il pallone da una di queste riprese anche trovandosi in una posizione che, durante un normale passaggio, sarebbe irregolare.
La parola “direttamente” è fondamentale. Se un giocatore riceve un corner e successivamente passa il pallone a un compagno che si trova in posizione irregolare, da quel nuovo tocco la normale Regola 11 torna ad applicarsi.
Diversa è la situazione del cosiddetto retropassaggio di un avversario. Se un difensore gioca deliberatamente il pallone e questo arriva a un attaccante precedentemente in posizione di fuorigioco, l’attaccante non viene normalmente considerato in infrazione.
Non basta però che la palla tocchi semplicemente un difensore. Una deviazione o un rimbalzo involontario non azzerano automaticamente la posizione precedente: l’IFAB distingue espressamente tra una giocata deliberata e una semplice deviazione.
C’è inoltre un’eccezione importante: la “deliberate save”, cioè un intervento effettuato per fermare o tentare di fermare un pallone diretto in porta o molto vicino alla porta. Se il pallone arriva a un attaccante irregolare dopo una parata del portiere o un salvataggio equivalente di un difensore, il fuorigioco può ancora essere punito.
In sintesi, le situazioni principali possono essere ricordate così:
- Corner diretto: niente fuorigioco.
- Rimessa laterale diretta: niente fuorigioco.
- Calcio di rinvio diretto: niente fuorigioco.
- Calcio di punizione: il fuorigioco si applica normalmente.
- Giocata deliberata di un avversario: può rendere regolare il successivo intervento dell’attaccante.
- Semplice deviazione o rimbalzo: non cancella il fuorigioco precedente.
- Parata o deliberate save: non rende regolare l’attaccante che era in posizione di fuorigioco.
Il fuorigioco semiautomatico (SAOT) e il ruolo del VAR
Il SAOT, Semi-Automated Offside Technology, è una tecnologia pensata per aiutare gli ufficiali di gara a individuare più rapidamente e con maggiore precisione la posizione dei giocatori nelle situazioni di fuorigioco. L’IFAB la definisce come una tecnologia capace di inviare immediatamente informazioni sulle posizioni di offside al VAR e, nelle versioni più avanzate, direttamente agli assistenti.
La differenza rispetto al VAR tradizionale riguarda soprattutto il processo di ricostruzione della posizione. Nei sistemi precedenti il video assistant referee doveva utilizzare immagini e strumenti per individuare il momento del passaggio e tracciare le linee; il SAOT automatizza una parte rilevante di questo procedimento attraverso dati di tracking e sistemi di elaborazione.
La tecnologia non decide però ogni aspetto della Regola 11 al posto dell’arbitro. Stabilire che un giocatore si trova geometricamente oltre la linea è diverso dal decidere se abbia interferito con un avversario o sia diventato attivamente coinvolto nell’azione. Già al momento dell’introduzione in Serie A, la FIGC sottolineava che la punibilità della posizione rimaneva una valutazione della squadra arbitrale.
In Italia il fuorigioco semiautomatico è stato introdotto in Serie A dalla 20ª giornata della stagione 2022/23, con decorrenza dal 27 gennaio 2023 dopo una fase di test.
In Champions League, la UEFA ha introdotto il SAOT dalla fase a gironi 2022/23, dopo il debutto ufficiale nella Supercoppa UEFA dello stesso anno.
Un ulteriore sviluppo è arrivato al Mondiale FIFA 2026, dove è stata utilizzata per la prima volta in una Coppa del Mondo una versione avanzata della tecnologia. Per i fuorigioco chiaramente posizionali, il sistema è stato progettato per far arrivare l’informazione direttamente agli ufficiali sul campo, riducendo il tempo necessario prima della segnalazione.
FIFA ha inoltre utilizzato scansioni 3D dei giocatori per migliorare la rappresentazione digitale delle posizioni e i replay tridimensionali destinati anche alla trasmissione televisiva. La tecnologia avanzata rimane comunque limitata alla componente posizionale e non stabilisce autonomamente se un calciatore che non tocca il pallone interferisca con il gioco.
Il termine “semiautomatico” è quindi particolarmente importante: la tecnologia accelera e rende più precisa la ricostruzione geometrica, ma gli arbitri continuano ad avere un ruolo decisivo nell’applicazione completa della regola.
Novità e proposte sul regolamento del fuorigioco nel 2026
La principale cosa da chiarire sulle nuove regole del fuorigioco nel 2026 è che la Regola 11 ordinaria non è stata sostituita dal cosiddetto “fuorigioco di luce”. Per le Laws of the Game 2026/27 resta in vigore il criterio tradizionale basato sul pallone e sul penultimo avversario.
L’IFAB ha però confermato che le sperimentazioni sul fuorigioco continuano. Nella comunicazione relativa alle decisioni del meeting del febbraio 2026, l’organismo ha inserito espressamente l’offside tra le aree nelle quali i trial sarebbero proseguiti.
La novità più interessante è il test professionistico della cosiddetta “daylight offside rule”, sostenuta da FIFA e approvata per la sperimentazione dall’IFAB. Il test è iniziato nella Canadian Premier League il 4 aprile 2026.
Con questa interpretazione sperimentale, l’attaccante rimane in gioco se almeno una parte del corpo con cui può segnare è ancora in linea con il penultimo difendente o dietro di lui. Per essere in posizione di fuorigioco deve invece essere completamente oltre il penultimo avversario con tutte le parti rilevanti del corpo.
Il concetto di “daylight” deriva proprio da questo: dovrebbe esserci uno spazio visibile tra attaccante e difendente perché venga rilevata la posizione irregolare. Rispetto alla regola ordinaria, la proposta concede quindi un vantaggio molto più ampio alla squadra che attacca.
Il progetto è associato in particolare ad Arsène Wenger, Chief of Global Football Development della FIFA, che ha spiegato come la sperimentazione serva a misurarne concretamente l’impatto sul flusso delle partite, sulla chiarezza delle decisioni e sul gioco offensivo.
Al 12 agosto 2026 si tratta comunque di una sperimentazione e non della nuova regola universale del calcio. Il regolamento IFAB 2026/27 continua a considerare in posizione di fuorigioco un giocatore quando una parte valida del corpo è più vicina alla porta rispetto al pallone e al penultimo avversario.
Le novità tecnologiche procedono invece più velocemente: il Mondiale 2026 ha già utilizzato una versione avanzata del SAOT, mentre IFAB e FIFA continuano parallelamente a studiare possibili modifiche alla regola e ai sistemi di supporto arbitrale.
Per seguire l’impatto di fuorigioco, VAR, assenze e altri fattori sulle partite del campionato è possibile consultare anche i pronostici Serie A aggiornati, ricordando sempre che nessun singolo episodio o dato può garantire un determinato risultato.
Come incide il fuorigioco sulle scommesse sportive?
Una decisione di fuorigioco può cambiare direttamente il risultato ufficiale di una partita. Se un gol viene annullato dall’arbitro, anche dopo l’intervento del VAR, quella rete non entra nel punteggio valido e può quindi incidere sui mercati costruiti intorno ai gol segnati.
L’esempio più intuitivo riguarda il mercato primo marcatore. Se un attaccante manda il pallone in rete ma l’azione viene annullata per fuorigioco, quel gol non viene riconosciuto ufficialmente e non può essere trattato come una rete valida ai fini del risultato.
Un annullamento modifica naturalmente anche il mercato del risultato esatto, perché il punteggio da considerare è quello ufficialmente valido, non quello che si sarebbe prodotto contando una rete successivamente annullata.
Un discorso analogo riguarda le scommesse Under e Over. Questo mercato considera il totale dei gol validi rispetto a una determinata soglia: togliere una rete dal risultato ufficiale può quindi modificare l’esito del conteggio.
Anche il mercato Goal/No Goal può essere influenzato. Se l’unica rete di una delle due squadre viene annullata per fuorigioco e il match termina con una sola formazione a segno, l’esito ufficiale sarà coerente con il No Goal.
| Mercato di scommessa | Effetto possibile di un gol annullato per fuorigioco | Esempio pratico |
| Primo marcatore / marcatore | La rete annullata non viene riconosciuta come gol valido | Un attaccante segna lo 0-1, ma il VAR rileva il fuorigioco |
| Risultato esatto | Il punteggio torna a quello precedente alla rete annullata | Un apparente 2-1 torna 1-1 |
| Over/Under | Il totale dei gol validi diminuisce di uno | Da tre reti valide si passa a due |
| Goal/No Goal | Può cambiare se viene annullato l’unico gol di una squadra | Da apparente 1-1 a risultato ufficiale 1-0 |
È comunque importante controllare il regolamento specifico del mercato selezionato, perché modalità e condizioni di liquidazione possono differire in base alla tipologia di scommessa. Anche le guide Betsson dedicate ai mercati raccomandano di verificare condizioni e regole applicabili all’evento.
Il fuorigioco rimane inoltre un episodio imprevedibile della partita, non un elemento sul quale costruire certezze. VAR e tecnologia possono correggere una decisione, ma non rendono prevedibile in anticipo ciò che avverrà sul campo: non esistono vincite garantite e il gioco deve rimanere responsabile.
Domande frequenti sul fuorigioco nel calcio
Di seguito trovi le risposte alle domande più comuni sulla regola del fuorigioco, dalle origini storiche alle eccezioni, fino al ruolo del VAR e agli effetti di un gol annullato.
Quando è stato introdotto il fuorigioco nel calcio?
Il principio del fuorigioco esiste fin dalle prime codificazioni del calcio moderno. Le prime Laws universali furono definite in Inghilterra nel 1863 e comprendevano già una forma di limitazione per i giocatori che si trovavano davanti al pallone.
La regola è stata successivamente modificata molte volte. Una svolta fondamentale arrivò nel 1925, quando il numero di avversari richiesti per mantenere regolare un attaccante passò da tre a due.
Quando giocava Pelé esisteva già la regola del fuorigioco?
Sì. Il fuorigioco esisteva da molti decenni quando Pelé iniziò la propria carriera negli anni Cinquanta, e il principio dei due avversari introdotto nel 1925 era già parte del regolamento.
La formulazione non era però identica a quella contemporanea. Alcune precisazioni importanti sono arrivate successivamente, compresa l’evoluzione del criterio relativo al giocatore in linea con il penultimo avversario e le definizioni moderne di partecipazione attiva.
Cosa succede se un calciatore in posizione di fuorigioco non tocca mai il pallone?
Non viene automaticamente fischiato il fuorigioco. Trovarsi in posizione irregolare non costituisce da solo un’infrazione.
L’arbitro interviene soltanto se il giocatore interferisce con il gioco o con un avversario oppure trae vantaggio dalla posizione. Può quindi essere punito anche senza toccare la palla, per esempio se impedisce chiaramente al portiere di vederla.
Il fuorigioco vale anche nel calcio femminile e giovanile?
Nel calcio femminile giocato secondo le Laws of the Game IFAB si applica la stessa Regola 11 utilizzata nel calcio maschile.
Nel settore giovanile possono invece esistere adattamenti legati alla categoria e al formato della competizione. In Italia, per esempio, alcune attività di base come la categoria Pulcini prevedono modalità nelle quali il fuorigioco non viene applicato.
Quanto tempo impiega il VAR a controllare un episodio di fuorigioco?
Non esiste un tempo fisso valido per ogni controllo, perché la durata dipende dalla complessità dell’azione e dal tipo di tecnologia disponibile.
Il fuorigioco semiautomatico è stato sviluppato proprio per ridurre i tempi delle verifiche posizionali, mentre la versione avanzata utilizzata al Mondiale 2026 ha permesso, nei casi chiaramente geometrici, di trasmettere l’informazione direttamente agli ufficiali sul terreno di gioco.
Qual è la differenza tra il fuorigioco e la regola del vantaggio?
Fuorigioco e vantaggio sono due concetti completamente differenti. Il primo è disciplinato dalla Regola 11 e riguarda la posizione e il coinvolgimento di un attaccante nel momento in cui un compagno gioca il pallone.
La regola del vantaggio riguarda invece la decisione dell’arbitro di permettere al gioco di proseguire dopo un’infrazione quando la squadra che l’ha subita trae un beneficio maggiore dalla prosecuzione dell’azione rispetto all’interruzione immediata.
Si può essere in fuorigioco su calcio d’angolo?
No. Non esiste infrazione di fuorigioco quando un giocatore riceve direttamente il pallone da un calcio d’angolo. Lo stesso principio vale per una rimessa laterale e per un calcio di rinvio.
Dopo il primo tocco, però, la normale regola torna immediatamente ad applicarsi. Se il destinatario del corner passa successivamente a un compagno irregolare, quest’ultimo può quindi essere segnalato in fuorigioco.
Un difensore che tocca il pallone annulla sempre il fuorigioco?
No. Un semplice tocco o una deviazione non cancellano automaticamente la posizione di fuorigioco. L’IFAB distingue tra una giocata deliberata dell’avversario e una deviazione sulla quale il giocatore non ha un effettivo controllo dell’azione.
Inoltre, anche una giocata intenzionale non rende regolare l’attaccante quando si tratta di una deliberate save, cioè un intervento per impedire a un pallone diretto o molto vicino alla porta di entrare in rete.
È entrata in vigore la nuova regola del fuorigioco nel 2026?
No. La cosiddetta regola “daylight” non è diventata la Regola 11 universale per la stagione 2026/27. Le Laws of the Game continuano a utilizzare il criterio tradizionale del penultimo avversario.
Nel 2026 è però iniziata una sperimentazione professionistica nella Canadian Premier League, nella quale l’attaccante è considerato regolare finché almeno una parte valida del corpo rimane in linea con il penultimo avversario o dietro di lui.
Il fuorigioco può influenzare le scommesse su marcatori e risultato esatto?
Sì. Un gol annullato per fuorigioco non entra nel risultato ufficiale e può quindi modificare l’esito di mercati basati sul marcatore, sul punteggio o sul numero di gol.
Questo può riguardare primo marcatore, risultato esatto, Under/Over e Goal/No Goal, sempre secondo il regolamento specifico applicabile al mercato scelto. Per questo è importante verificare le condizioni della giocata e ricordare che nessun pronostico può garantire un risultato.
